Quando è obbligatoria l’assicurazione della bici elettrica e non solo

Quando è obbligatoria l’assicurazione della bici elettrica e non solo

Tra le domande più frequenti che ci facciamo quando intendiamo acquistare una e-bike vi sono quelle relative ai regolamenti.

O meglio:

  • C’è l’obbligo di targa?
  • C’è l’obbligo di assicurazione?
  • C’è l’obbligo di casco?
  • C’è l’obbligo di patente?

Da qualche anno, poi, il regolamento europeo 168/2013 prevede anche bici elettriche moto più potenti di quelle ammesse dal codice della strada italiano.

Il regolamento, infatti, ha introdotto i “cicli a propulsione” (categoria internazionale L1e-A), con un motore in grado di accelerare anche quando non si pedala e una potenza di 1.000 watt.

Il quadruplo, quindi, rispetto ai 250 watt fissati dall’articolo 50 del Codice della Strada, che pone ulteriori due paletti:

  • Il motore elettrico deve essere solo ausiliario, cioè non deve funzionare se contemporaneamente il conducente pedala;
  • La sua spinta deve essere progressivamente ridotta all’aumentare della velocità, fino a smettere di funzionare quando si raggiungono i 25 km/h.

In Italia, per ora, prevale quindi quanto afferma il Codice della Strada.

Pertanto, no a potenze superiori a 250 watt e ad accelerazioni in assenza di pedalata.

Con una eccezione: le accelerazioni fino a 6 km/h ammesse dalla norma tecnica internazionale EN 15194/2017 per facilitare la mobilità.

Se non si rispettano questi parametri il mezzo va classificato come ciclomotore.

E quindi va targato, assicurato e guidato solo indossando casco ed essendo muniti di patente.

Nei casi di trasgressione sono possibili multe:

  • Da 158 a 636 Euro per l’assenza del certificato di circolazione;
  • Da 79 a 317 Euro per assenza di targa e sequestro del veicolo fino ad arrivare alla confisca definitiva;
  • 868 Euro per l’assenza di polizza Rc auto, con sequestro del mezzo (e successiva confisca, se non si attiva una copertura entro 60 giorni dalla data in cui l’infrazione viene contestata al trasgressore) e decurtazione di cinque punti dalla patente (se posseduta); mentre per i recidivi (almeno due infrazioni di questo tipo commesse nel giro di due anni) la multa sale a 1.736 euro e scatta la sospensione della patente da uno a due mesi e anche dopo l’eventuale dissequestro è previsto che il veicolo resti sotto fermo amministrativo per 45 giorni.
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